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CARIATI – EX OSPEDALE, CARENZA DI MEDICI

Mancano anche altre figure professionali per la Rsa medicalizzata. 

Turni raddoppiati per garantire l’assistenza sanitaria ai pazienti anziani.

(“Il Quotidiano del Sud” 15 settembre 2018) di Maria Scorpiniti

CARIATI – Continua il nostro giro d’orizzonte tra la sanità del Basso Ionio cosentino che fa capo ai pochissimi servizi rimasti nell’ex ospedale civile “Vittorio Cosentino”. Una situazione drammatica, che i cittadini subiscono dal 2010, anno di chiusura della struttura per effetto del Piano regionale di Rientro varato dalla Giunta Scopelliti.

Questa volta ci occupiamo della Residenza Sanitaria Assistenziale (RSA) medicalizzata, diretta dal dottor Gaetano Cucinotta, l’unico reparto che sopravvive con 20 posti letto per acuti, allocato al primo piano del “Cosentino”, dove una volta c’era la divisione di medicina generale, e che vanta, al suo interno, l’importante servizio di Riabilitazione e Stimolazione cognitiva per le demenze, uno dei pochissimi in Calabria.

Allo stato, i pazienti geriatrici ricoverati sono però dieci a causa di un problema ai corridoi interni che, ci hanno assicurato, sta per essere risolto. Si tratta di ammalati quasi tutti allettati, con patologie delicate e complesse proprie della terza età: malattie degenerative in stato avanzato (Alzheimer,Parkinson), tracheostomizzati, persone che hanno subito l’amputazione di arti e che richiedono un’assistenza medicalizzata adeguata, assicurata al momentosolo facendo i salti mortali”, poiché non sempre si riesce a coprire i turni con il personale in servizio.

Mancano infatti due medici in organico, l’unico internista e i due geriatri, per evitare di lasciare il reparto scoperto, sono spesso costretti a raddoppiamenti di orario. Il punto è proprio questo: l’assistenza sanitaria delle patologie gravi e delicatetrattate nella Rsa non può essere garantita dalle reperibilità, dalle guardie mediche, ma solo da personale con una formazione specifica nel trattamento dei pazienti cronici geriatrici.

A tutto ciò, si aggiunga l’altra grave carenza di Operatori Socio Sanitari (OSS); ne occorrono almeno altri quattro equelli che ci sono vanno spesso oltre le normali mansioni per senso di responsabilità. A tutti, infatti, va riconosciuta una grande dedizione nell’espletamento dei diversi ruoli ma, di certo, è una situazione che non può durare a lungo e che, da quanto abbiamo appreso, i vertici dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Cosenza ben conoscono.

Ne è prova il fatto che, nonostante la grave insufficienza di personale, il reparto si presenta pulito ed efficiente. Solo dopo anni di richieste da parte dei responsabili, è stato dotato di nuovi letti, adatti ai pazienti anziani. Al suo interno, vi è uno spazio per la riabilitazione, le cui attrezzature sono state acquistate grazie a una raccolta fondi, ma il fisioterapista che dovrebbe operarvi è presente due volte a settimana; si cerca diovviare a ciò con i volontari Avo, formati alla riabilitazione preliminare. Per la riabilitazione dei pazientitracheostomizzati, manca invece la figura del Logopedista.

Di positivo, oltre alla dedizione e all’impegno degli operatori sanitari, ci sono i tempi contenuti per i ricoveri: “solo” tre settimane. L’ultima segnalazione riguarda i pazienti affetti da Alzheimer: all’interno della Rsa è già prevista un’unità per il trattamento, ma non è autorizzata dall’Asp, per cui i pazienti, anche per una semplice prescrizione di farmaci, devono subire il disagio del trasferimento in ambulanza a Corigliano.

Un reparto quasi “ingessato”, dunque, che potrebbe dare molto di più se solo venisse adeguatamente potenziato. Basterebbe investire una minima parte degli oltre 9 milioni di euro già stanziati dalla Regione Calabria per la Casa della Salute di Cariati, di cui si sono perse inspiegabilmente le tracce.