A FELLBACH LE STORIE DEGLI EMIGRATI DI TERRAVECCHIA

Presentata la guida turistica tradotta in tedesco da Raiser. Di Maria Scorpiniti

TERRAVECCHIA – I Terravecchiesi di Fellbach e Waiblingen si sono ritrovati, nei giorni scorsi, presso il museo comunale della cittadina del Baden-Württemberg, al cui interno è stata allestita una mostra sull’emigrazione italiana e greca degli ultimi decenni.

Lo scopo dell’incontro è stato quello di condividere le esperienze di vita di chi è partito da un piccolo paese dell’entroterra calabrese che, di solito, passano in secondo piano rispetto alle migrazioni, numericamente più consistenti, dei centri più grossi. La direttrice del museo, Frau Teutrine, ha invitato molti terravecchiesi e il referente pastorale della comunità cattolica italiana di Waiblingen, lo scrittore Thomas Raiser, che ha presentato la versione tedesca della guida turistica “Terravecchia, il paese dell’infinito” (ed. Progetto 2000) del sindaco Mauro Santoro.

Nel corso dell’incontro, sono intervenuti Antonio Parisi e la moglie Maria Pollice, che risiedono a Waiblingen Neustadt, la famiglia Beraldo, Teresa Beraldi e il marito cariatese Rocco Russo il quale, con il musicista Manfred, ha dato una connotazione di festa all’evento. Parisi, ricordando con nostalgia gli anni dell’infanzia, ha affermato: “In paese c’erano più di 3000 abitanti, in seguito molti sono partiti per la Germania in cerca di nuove prospettive di lavoro, mossi dal desiderio di avventurarsi in un mondo sconosciuto”. E non sempre, ha detto, era la povertà a muovere le persone. I parenti, nel processo migratorio, hanno avuto un ruolo determinante. Come per Rocco Russo, che da Cariati ha raggiunto la sorella a Fellbach e non è più tornato; come per Giovanna Cipriotti che, dopo l’infanzia trascorsa in paese, ha voluto raggiungere la sua mamma a Stoccarda e, all’arrivo, si è scontrata con le difficoltà legate all’apprendimento della nuova lingua. I nati in Germania di terza generazione, hanno asserito i giovani Giuseppe e Fiorina Beraldo, non pensano affatto di ritornare in Calabria, se non per le ferie, anche se sono in molti a chiedere la doppia cittadinanza. I genitori, al contrario, vivono il dualismo legato alla doppia identità: stanno bene a Terravecchia, stanno bene in Germania, dove si sentono accolti e integrati.

Molti spunti, nella seconda parte dell’incontro, sono derivati dalla presentazione della guida turistica “Terravecchia, il paese dell’infinito”. Raiser, che ne ha curato la traduzione in tedesco e ha percorso a piedi ogni viuzza dell’incantevole borgo collinare, ha sostenuto come Terravecchia, con i suoi 900 abitanti, possieda le carte in regola per essere una meta sul modello del ‘paese albergo’. È sul turismo sostenibile, dunque, che bisogna puntare: a Terravecchia non mancano tranquillità, aria fresca, panorami mozzafiato, ha detto lo scrittore, per cui un futuro è possibile, ma solo in sinergia con Cariati e gli altri paesi limitrofi, superando il gap della viabilità. Raiser, infine, ha auspicato la nascita di nuove iniziative di gemellaggio, sul modello di quello intrapreso anni fa tra i comuni di Cariati e Fellbach, e di realizzare un’idea lanciata allora dal sindaco tedesco Palm: la nascita di una struttura invernale per pensionati italiani e tedeschi, che potrebbero arrivare in Calabria incoraggiati dal clima mite, dalle bellezze paesaggistiche, ma soprattutto dall’ospitalità della sua gente.