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CARIATI – ZIA MENUZZA NIGRO IMPERIALE SPEGNE CENTO CANDELINE

Il riconoscimento dell’Amministrazione comunale a nome dell’intera comunità

di Maria Scorpiniti (da “Il Quotidiano del Sud” 5 gennaio 2020)

CARIATI – “È stata una donna in gamba, affezionata, ha voluto bene a tutti i suoi numerosi nipoti”. Così viene descritta, da una diloro, Maria Filomena Nigro Imperiale, meglio conosciuta come zia Menuzza, che il 2 gennaio scorso nella sua abitazione della marina di Cariati ha spento 100 candeline. Un traguardo che meritava di essere festeggiato con maggiore solennità, ma la pandemia ha costretto i nipoti, a turno, a scaglionare le loro visite per evitare assembramenti. Anche se la centenaria, rimarcano i familiari, è sempre stata molto riservata e ha vissuto la sua vita nella semplicità, conoscendo spesso la sofferenza. Maria Filomena, infatti, era ancora giovane quando perse il marito, fattore presso una masseria; da allora, non si è mai persa d’animo e ha tirato su i due figli lavorando onestamente come bambinaia. Piero, che con la sua famiglia vive e lavora a Milano, non ha voluto mancare allo speciale anniversario, omaggiando la mamma di una targa con una dedica in cui racchiude tutto il suo amore e la sua riconoscenza: “Sei la forza della natura, la mia grande roccia;100 anni affrontati con grande coraggio, forza, fatica, e con un grande cuore che tutt’oggi dimostri”. L’altra figlia, Pina, con la quale zia Menuzza ha sempre abitato, è invece scomparsa prematuramente qualche anno fa; da allora, viene assistita amorevolmente da una badante. 

Per la speciale ricorrenza, anche l’Amministrazione comunale, a nome dell’intera comunità,  ha voluto rendere omaggio alla centenaria con una targa speciale, consegnata nella sua abitazione alla presenza dei familiari più stretti dal sindaco Filomena Greco,accompagnato dal vicesindaco Ines Scalioti e dagli assessori Maria Elena Ciccopiedi e Sergio Salvati. “In un momento così complicato per la nostra terra, la nazione e il mondo intero – ha detto il Primo cittadino – questo felice traguardo personale e familiare sintetizza il sentimento corale di riconoscimento, di affetto e di vicinanza che oggi più che mai siamo tenuti a tributare a quanti, come le persone più anziane, restano custodi dell’identità e della memoria di un popolo e di un Paese pur continuando a rischiare di essere paradossalmente – ha concluso – quelle più isolate e abbandonate a se stesse”.