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CARIATI – DEPURATORE E RETE FOGNARIA: LA DITTA AFFIDATARIA RESPINGE LE ACCUSE DI INADEMPIENZE DA PARTE DELL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE

In una nota e in un documento diffuso, la Emid srlchiarisce di avere da tempo segnalato le criticità e si rivolge all’Autorità giudiziaria

di Maria Scorpiniti (da “Il Quotidiano del Sud” 12 agosto 2020)

CARIATI – Non ci sta, la Emid srl di Cassano all’Ionio, ditta affidataria del servizio di manutenzione della rete fognaria e del depuratore presso il Comune di Cariati, alle gravi accuse di inadempienze nella gestione degli impianti, mosse nei giorni scorsi a mezzo stampa dal sindaco Filomena Greco, nelle difficoltà degli sversamenti di fogna sul lungomare. 

Sversamenti che il 7 agosto scorso hanno portato il primo cittadino a vietare la balneazione nel tratto interessato (l’ordinanza è stata revocata ieri, a seguito delle analisi di Arpacal). Sempre il 7 agosto, la Guardia Costiera ha sequestrato l’impianto comunaledi depurazione sito in località Fiumenicà. Tutto questo, in piena stagione turistica, con enormi disagi per residenti e villeggianti, timori per la salute pubblica e l’ambiente, danni economici alle strutture balneari e cittadini sul piede di guerra.  

In un comunicato diffuso ieri, la Emid srl chiarisce la sua posizione in merito al sequestro dell’impianto di depurazione e respinge al mittente ogni accusa. A partire dalla data del 7 agosto scorso, in cui l’Amministrazione comunale, con una nota,informava della «totale inadempienza della ditta affidataria, più volte oggetto di segnalazioni all’ufficio comunale competente da parte di tutta l’Amministrazione ed in particolare del Sindaco Filomena Greco che già nel novembre del 2019 aveva sporto denuncia all’Autorità giudiziaria».

La ditta, invece, sostiene il contrario e di avere, inoltre, una copiosa documentazione già, da parte sua, consegnata all’Autorità Giudiziaria, l’unica deputata a fare piena luce sugli avvenimenti e ad individuare i responsabili. «Contrariamente a quanto affermato dal Comune di Cariati – controbatte Emid – l’impianto è stato posto sotto sequestro in conseguenza di gravi criticità più volte inutilmente evidenziate all’Ufficio tecnico e all’Amministrazione comunale, sia verbalmente che a mezzo di numerose pec; si ribadisce inutilmente – sottolinea inoltre – in quanto l’Amministrazione non ha mai risposto a queste pec, risultando totalmente silente e disinteressata a qualsiasi problematica».

Nonostante ciò, Emid asserisce di aver sopperito alle deficienze degli impianti e di aver garantito comunque il servizio,nell’esclusivo interesse dell’utenza. «Siamo sempre intervenutigiorno e notte – puntualizza la ditta affidataria – anche nell’ultimo periodo, impegnando risorse umane ed economiche e con attività che vanno ben oltre gli obblighi stabiliti dal contratto di appalto».La ditta rigetta quindi ogni tentativo «inaccettabile di addossare all’azienda responsabilità non sue» e, sempre nella nota, annunciache tutelerà nelle sedi opportune i propri diritti e la propria immagine, continuando, tuttavia a lavorare al servizio della cittadinanza.

Intanto, sempre ieri, i consiglieri della minoranza “Cariati Unita” hanno diramato un documento del 30 aprile scorso con cui la società affidataria trasmetteva al Comune le schede di analisi delle disfunzioni e la proposta di interventi di rifunzionalizzazionesull’intera rete delle stazioni di sollevamento e del depuratore di Fiumenicà. Interventi da effettuare con urgenza, si legge nel documento, in vista dell’approssimarsi della stagione estiva poiché «la funzionalità dei sollevamenti risulta essere notevolmente pregiudicata». 

Per la minoranza, esistono altre lettere dello stesso tenore indirizzate al Comune, cosa per cui accusa la sindaca Greco di “inettitudine e sfacciataggine”, invitandola a “togliere il disturbo”insieme alla sua squadra. «Auspichiamo che la Magistratura faccia al più presto chiarezza sulla vicenda – dichiara Cariati Unita – e accerti le responsabilità di questo disastro ambientale ed economico». 

Tutto ciò non fa che acuire il clima già teso a causa dei disagi e dei timori per la salute pubblica, provocando un generale malcontento e scatenando una vera e propria rivolta sui social.