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IL GESTORE DI UN LIDO A CARIATI: «SOSTEGNI ECONOMICI SOLO SULLA CARTA»

Il cauto ottimismo di Giampiero Cosentino, che il 3 luglio inaugura la sua tredicesima stagione balneare

di Maria Scorpiniti (Il Quotidiano del Sud – 29 giugno 2020)

CARIATI – Forse è uno dei pochi operatori turistici della cittadina ionica che non la vede dura, in quest’anomala estate in tempo di Covid 19. Una convinzione condita di sano e cauto ottimismo, come solo un giovane può avere, e di voglia di riscatto perché, lo dice lui stesso, si hanno tutte le carte in regola. Il giovane in questione èGiampiero Cosentino, 37 anni, che, proprio in questi giorni, inaugura la sua tredicesima stagione balneare.

Una laurea in Economia e Marketing, un lavoro sicuro in banca a Milano, poi la decisione in controtendenza di rientrare in Calabria per dirigere a Crotone un’azienda privata nel settore agroalimentare; in estate, però, è attivo nella conduzione di uno stabilimento balneare, il Mamitas Beach, nella zona turistica di contrada Santa Maria.

Anche per lui la ripartenza, il 3 luglio prossimo, avviene tra incertezze, ritardi e nuove regole da rispettare. Ma, da parte di Giampiero, arriva un accorato appello ai colleghi, anche a quelli che quest’anno hanno deciso di non riaprire: «Mettiamoci in gioco, attiviamo il volano della positività e dell’accoglienza perché – afferma – la voglia di vacanze per prima cosa deve partire da noi, dal nostro impegno». 

Ecco come per lui si prospetta la ripartenza.

Come vi siete preparati a questa speciale estate?

«Ci stiamo organizzando al meglio, cercando di rispettare tutte le normative. L’unico aspetto è quello legato alle spiagge: molti Comuni hanno deciso di dare agli operatori una porzione di spiaggia in più rispetto alle normali concessioni, per permettere di fissare gli ombrelloni secondo le nuove regole e gestire gli spazi di cui c’è necessità. Purtroppo Cariati, in questo senso, è in ritardo».

Però a fine giugno lo stabilimento resta chiuso…

«A causa del Covid, temevamo addirittura di non poter avviare la stagione, c’era molto pessimismo tra noi operatori. Ora le carte in regola le abbiamo tutte, ma di certo non bisogna abbassare la guardia ed essere pronti ad affrontare eventuali problemi che potrebbero verificarsi anche nel nostro paese».

Qual è il timore maggiore?

«Poter incappare nei problemi legati alla pandemia. Mi chiedo se siamo pronti, a livello di comunità, a fronteggiare un’emergenza, piccola o grande che sia, soprattutto a livello sanitario. È la stessa domanda che ci fanno i turisti che vogliono venire a Cariati, a cui non sappiamo rispondere».

C’è stato qualche sostegno a livello istituzionale?

«Al momento gli aiuti sono solo sulla carta. Solo promesse. Il nostro territorio, nel settore turistico, è rappresentato da piccole e medie imprese che hanno bisogno di supporto per fronteggiare l’emergenza, anche perché da noi la stagione balneare è molto corta. Al momento non ci sono nemmeno agevolazioni a livello di tassazione, se ne parlerà forse in sede di rendicondazione».

Gli ombrelloni: come funziona quest’anno?

«Stiamo ancora aspettando disposizioni precise, un’unicità di protocolli tra Capitaneria, Comune e Governo. Sicuramente dovremo rispettare la distanza, si parla di 10 metri quadrati ad ombrellone».

Aumenterete i prezzi?

«L’idea era questa, ma ci stiamo pensando. Da noi la stagione è sempre stata corta, quest’anno lo sarà ancora di più. Per entrare nel vivo ci vorrà il 20 luglio e questo andrà a gravare come mai sui nostri profitti».

Gli assembramenti: riuscirete ad evitarli?

«Si possono evitare con il buon senso dei clienti; la vacanza non deve essere una forma di controllo “obbligato” da parte degli operatori turistici, altrimenti diventa uno stress. Noi saremo soggetti a controlli da parte delle autorità e, nel contempo, dovremo controllare i clienti. A motivo di ciò, alcuni colleghi quest’anno hanno deciso di prendersi una pausa e non aprire. Per quelli che riaprono, rischiando e mettendoci la faccia, spero che i controlli ci siano, ma adeguati e coscienziosi, tenendo conto delle nostre difficoltà».

Paure per la condivisione degli ambienti?

«Negli stabilimenti balneari non bisogna aver paura,la sabbia non è un materiale con il quale si può trasmettere il virus, idem l’acqua salata».

Come va con le prenotazioni?

«Le prenotazioni sono partite da poco, con una posticipazione di 5-6 mesi rispetto al passato, ma mi aspettavo peggio. Nei clienti sento molta partecipazione e voglia di vacanza».