VA IN SCENA AL TEATRO COMUNALE DI CARIATI “ALL’ONDA DEL MARE” DI ASSUNTA SCORPINITI

INTERPRETATO E DIRETTO DA IMMA GUARASCI.

L’appuntamento è per il 29 dicembre, alle 20.30. Il testo teatrale, che ha per sottotitolo “Storia di donna in un borgo di Calabria”, è stato già rappresentato con successo al Teatro dell’Acquario di Cosenza, presso il Polifunzionale dell’Università della Calabria e, in stralcio, al festival culturale “I Giardini delle Esperidi” di Zagarise (CZ).
Scritto nel 2012 e pubblicato da Ferrari Editore, il testo di Assunta Scorpiniti nasce da una lunga ricerca antropologica sul tema dell’identità mediterranea della Calabria, ed è rivolto, in particolare, a descrivere il sentimento universale dell’essere donna a partire dalla storia reale di una donna della comunità marinara di Cariati, ricostruita “ascoltando tante voci del mare”; in questo caso è il mare della speranza e dell’attesa su cui lo sguardo della protagonista si appunta, “incrociando altri sguardi di donne di oggi, nei tragitti drammatici dei migranti”.
Imma Guarasci lo porta in scena con due livelli di narrazione (teatrale e cinematografica) e con una sapiente regia fatta di scenografie simboliche riecheggianti dimensioni legate a sentimenti senza tempo, atmosfere acustiche, la continua interazione con il video tesa a creare una commistione di tempi e di spazi; soprattutto facendo rivivere con grande intensità interpretativa Caterina, la protagonista del testo e della storia vera di un naufragio la cui memoria è ancora viva nella comunità locale.
L’allestimento è impreziosito dalla partecipazione del fisarmonicista Paolo Presta, che con il gruppo “I Musicanti del vento” ha creato l’inedita colonna sonora “Navigare”; dalle immagini cinematografiche realizzate da Nicola Labate Scarpacotta nello scenario di Cariati; dalle splendide foto di scena di Stefania Sammarro; dalla straordinaria partecipazione in video dei pescatori cariatesi Leonardo Zolli, Giuseppe Zolli, Cristoforo Zolli, Leonardo Zolli jr, del piccolo Christian Scorpiniti e dei lavoratori del peschereccio “Maria Margherita”, in un originale esperimento drammaturgico, in cui la ricerca antropologica si coniuga con il teatro sociale.