VI EDIZIONE GRAN PREMIO MANENTE: VINCONO I BEHIKE MORO

IL BRIGANTE PALMA (U RE DE LA MUNTAGNA) DI IMMA GUARASCI, L’INNOVATIVO SOUND POPOLARE DEI BEHIKE MORO E I MIGRANTI DEI KALAVRÌA TRIONFANO AL PREMIO MANENTE 2017

di Assunta Scorpiniti

La finale del Gran Premio Manente, che si è svolta nei giorni scorsi a Crucoli(KR) continua a confermarsi come uno dei migliori eventi dell’estate calabrese. La  suggestiva cornice del Santuario della Madonna di Manipuglia, l’accurata organizzazione della Marasco Comunicazione, l’elegante conduzione di Luciano Regolo e Larissa Volpentesta, ma soprattutto, il felice connubio tra musica e regia, che attira tanti giovani talenti innamorati della nostra terra, hanno ancora una volta decretato il successo della manifestazione nata per rendere omaggio al compianto cantautore e regista crucolese Francesco Manente.

Il Gran Premio Manente 2017 è andato ai Behike Moro, gruppo di giovani della provincia reggina per il brano “Braci”, abbinato alla regia di Nino Maesano; un brano che colpisce per la limpidezza espressiva con cui si compie la contaminazione tra  le forme musicali tipiche e sound pop-rock, e che  trova  il corrispettivo in un racconto visivo fresco e dinamico, avvolto a tratti in un’atmosfera poetica che ben si addice al canto d’amore (tema del brano), le cui “strofe” e “canzuni” hanno avuto grande spazio nella tradizione musicale calabrese.

Il Premio Migliore Regia e il Premio Social sono stati invece conferiti al videoclip  “Palma (U re de la muntagna)”, della regista e attrice  Imma Guarasci, abbinato al  brano del cantautore Alfredo Lavorato. Si tratta di un’opera di perfetta simbiosi tra immagini e musica, che rivela il suo contenuto narrativo-culturale fin dall’inizio del brano, introdotto da un prologo che, in modo suggestivo, presenta la vicenda del brigante Domenico Straface da Longobucco, noto come Palma. Le scelte sonore e strumentali e l’interpretazione vocale molto espressiva, dirompente nel refrain, avvolgono nella giusta atmosfera musicale ed emozionale il racconto di un tema, quel è quello del brigantaggio, molto vivo nel dibattito storico e i  temi universali della libertà, della giustizia, del tradimento, dell’amore e della morte ad esso correlati. Sapiente la regia, per le scelte narrative di grande efficacia: dall’ambientazione che esalta il paesaggio calabrese, all’organizzazione delle scene, alla caratterizzazione dei ruoli (affascina la superba passionalità della donna), alle inquadrature, agli straordinari costumi, ai componenti simbolici che danno forza alla “scrittura” filmica. C’è, infatti, l’acqua di sorgente ad indicare l’attaccamento alla vita; la terra e il sangue che raccontano di radici e di ingiustizia; il bosco, che con gli incredibili colori e la maestosa bellezza è  ventre, culla e bara per il brigante Palma, assurgendo al ruolo di protagonista. Un video, in definitiva, in cui tutti gli elementi  convergono per dare un’unica visione dell’anelito alla giustizia e alla libertà di ogni essere umano e per contribuire a una verità storica che deve ancora essere affermata.

Altri premi sono andati: al gruppo Kalavrìa (Premio Migliore Brano) per “Nmenzu di lu mari”, sul tema della migrazione che unisce, in una sorta di storia musicale e umana, i “partiti” dalla Calabria, i “rimasti” e i “nuovi calabresi” che vi trovano l’approdo delle loro speranze; al cantautore Mario Nunziante per il videoclip “Senza più colori” realizzato non il regista Domenico Leonelli  e al gruppo Statale 107, per il brano “Muri muti” abbinato alla regia di Aldo Ricioppo, ai quali è stata conferita la Menzione speciale.  A.S.