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CARIATI, SIT-IN DEI CONSIGLIERI DI MINORANZA PER LA RIAPERTURA DELL’OSPEDALE

All’ingresso del “Vittorio Cosentino”

di Maria Scorpiniti (“Il Quotidiano del Sud” 15.5.2020)

CARIATI – Sit-in pacifico dei consiglieri comunali del gruppo di minoranza “Cariati Unita” all’ingresso dell’ex ospedale. Ieri mattina, muniti di guanti e mascherine, hanno organizzato la protesta per l’esigenza di «mantenere alta l’attenzione sulla problematica della riapertura dell’ospedale Vittorio Cosentino». Tutto si è svolto, naturalmente, nel rispetto delle regole sul distanziamento sociale. A loro si sono uniti dei cittadini, che spontaneamente sono giunti a sostenere il gruppo in quella che è ormai ritenuta una battaglia di civiltà per reclamare il diritto alla salute e alle cure nel Basso Ionio cosentino e nell’Alto Crotonese. 

Nel corso del sit-in, i consiglieri Leonardo Trento, Alda Montesanto, Maria Crescente e Rita Cosenza hanno risposto ai giornalisti presenti, esponendo le motivazioni che li hanno indotti ad organizzare l’iniziativa. «Con la chiusura dell’ospedale di Cariati nel 2010, l’unico che aveva in conti in attivo – ha dichiarato il capogruppo Trento – i cittadini di questo territorio sono privati del diritto alla salute e reclamano un’offerta sanitaria pubblica adeguata; il 5 maggio scorso – ha asserito ancora – il consiglio comunale di Cariati ha deliberato all’unanimità una proposta alla Regione Calabria di riorganizzazione complessiva della sanità nella Sibaritide con la contestualeriapertura del Vittorio Cosentino, da inserire immediatamente nella rete ospedaliera; il presidio sanitario serve all’intero territorio – ha precisato Trento – tant’è che la stessa delibera del Comune di Cariati verrà adottata anche dagli altri sindaci della zona. L’ospedale di Cariati che, sottolineo, non doveva essere chiuso – ha asserito – possiede le carte in regola per essere riaperto, ma riteniamo che su questo si debba aprire un dibattito serio». 

In provincia di Cosenza, ha aggiunto il capogruppo di Cariati Unita, mancano circa 400 posti letto per acuti e oltre 100 per post acuti e qui, dalle nostre parti, i livelli essenziali di assistenza (Lea) sono pari a 0,93 posti letto per mille abitanti, molto al di sotto di ogni garanzia di diritto alla salute e alla vita prevista dalla legge. 

I consiglieri di minoranza hanno anche sottolineato che «il momento non è tra i più favorevoli per manifestare con azioni più forti ed eclatanti», ma sono convinti che con tale iniziativa pacifica illoro messaggio arrivi «nei posti dove si decide, a Catanzaro ma soprattutto a Roma, poiché si è visto che gli attuali commissari straordinari mandati dal Governo non sanno dove si trovi Cariati, né conoscono la storia gloriosa del nostro ospedale che per oltre trent’anni ha fornito un’eccellentesanità a tutto il territorio». Il sit-in proseguirà anche nei prossimi giorni.