A CARIATI RIUNIONE DEL COMITATO PROVINCIALE MAGNA GRAECIA

Per fine mese l’ufficialità del movimento, nato per favorire l’autonomia della Sibaritide e del Crotonese

di Maria Scorpiniti

CARIATI – Crescono sempre più, in queste ore, le adesioni alcostituendo comitato spontaneo “Provincia Magna Graecia”, cheha come scopo quello di favorire l’autonomia nell’area della Sibaritide e del Crotonese. Nei giorni scorsi, i promotori dell’iniziativa si sono incontrati in un noto locale di Cariati per avviare e dare attuazione alla prima fase del progetto, ancora in fase embrionale, che è quella di portare avanti un’azione di sensibilizzazione nei territori interessati. Nel corso della riunione, sono emersi i punti in comune in materia di omogeneità politica, amministrativa e istituzionale, oltre la necessità di riequilibrare il dato demografico delle attuali cinque province calabresi che ai fondatori del Comitato sembra “sproporzionato e senza criterio, nel silenzio del legislatore condizionato dallo strapotere di aree politiche ben definite”.

L’obiettivo del costituendo comitato, dicevamo, è quello di dare attuazione a principi di pari dignità in una logica di coesione territoriale regionale. Sono tante, infatti, le battaglie comuni: traffico trasportistico Sibari-Crotone sia ferrato che su gomma, via mare, aeroporto, metropolitana leggera, una più equa redistribuzione del gettito dello Stato alle province e l’intercettazione di fondi comunitari, la possibilità di rivedere la giurisdizione dell’Autorità portuale affidando un diverso ruolo ai porti di Corigliano – Rossano e Crotone. Uno dei temi sollevati è l’approccio culturale derivante dalla storia dei due territori mediante una incisiva azione di promozione dell’idea Magna Graecia. 

Il fronte delle battaglie comuni non prescinde, ovviamente, dalla questione sanitaria che a queste latitudini è ormai diventataun’emergenza e merita un’attenzione particolare. “La delegazione jonico/cosentina- affermano i partecipanti alla riunione di Cariati – ha sottolineato come attualmente l’area del crotonese ospiti un’Asp che cerca di fornire servizi ad un’utenza provinciale di 170mila abitanti ed un ospedale Spoke, il San Giovanni di Dio,che mal si presta alle richieste dell’utenza stessa, mentre l’Asp di Cosenza ha giurisdizione su oltre 700mila abitanti, di cui 255mila dell’area Sibarita. L’area del crotonese – continuano – non dispone di quella base utile per la creazione di un’azienda ospedaliera sede di un HUB di secondo livello, poiché separatamente dalla Sibaritide, non riesce a coprire un bacino di 300 mila abitanti, il minimo previsto per la creazione di un presidio Hub”. Per il costituendo comitato “Provincia Magna Graecia”, che sarà ufficializzato per fine settembre, solo la creazione di un’Azienda ospedaliera unica, denominata “Magna Graecia”, avrebbe i requisiti previsti dalla legge per poter avere un Hub, ossia un centro di riferimento provinciale che garantisca una maggiore intensità assistenziale per le patologie più complesse. Occorre quindi, secondo il Comitato, costituire un’ampia Azienda sanitariaprovinciale Sibarita-Crotonese che bilancia gli attuali squilibri in campo sanitario della provincia di Cosenza. Lo schema programmatico è dunque ben chiaro e abbraccia i presidi di Crotone, il costruendo ospedale della Sibaritide (che potrebbe avere i requisiti di Hub), i presidi di San Giovanni in Fiore eAcri, l’ospedale di Trebisacce e la Casa della Salute dell’ex ospedale di Cariati, quest’ultima finanziata da anni dalla Regione Calabria con oltre 9 milioni di euro, i cui lavori, però, non sono mai partiti.