CARIATI – INDAGINE SUL SEGRETARIO COMUNALE

Operazione condotta dai Carabinieri Forestali nel settore rifiuti e pulizia della spiaggia

di Maria Scorpiniti (“Il Quotidiano del Sud” 23 agosto 2019)

CARIATI – Truffa, abuso d’ufficio, omissione in atti d’ufficio, turbata libertà nella scelta del contraente relativamente all’appalto della pulizia della spiaggia e della raccolta rifiuti per l’anno 2019. Sono queste le ipotesi di reato che la magistratura contesta allasegretaria comunale e responsabile Rup del Comune di Cariati, Andreina Mazzù, in concorso con altre persone. L’operazione, condotta dai militari della stazione di Rossano dei Carabinieri Forestali, giunge a dieci mesi dalla nomina della segretaria, in convenzione con il Comune di Rocca di Neto, avvenuta il 5 ottobre scorso tramite decreto della sindaca Filomena Greco (attualmente sospesa e con divieto di dimora in seguito all’inchiesta Platone della Procura di Castrovillari). La segretariasi è poi dimessa nell’aprile scorso, quando ha accettato l’incarico a tempo pieno nel comune di Cirò, continuando però a venire a scavalco a Cariati che, di fatto, è rimasta sede vacante. 

Questa nuova inchiesta è ritenuta dai cittadini un’altra tegola che si abbatte sul Comune di Cariati e sui cariatesi, già provati da un dissesto finanziario e da altre due operazioni, Platone e Feudatalis, che hanno coinvolto sindaca, amministratori,  funzionari comunali e imprenditori in pesanti misure cautelari. Alla notizia dell’ennesima inchiesta, il gruppo di opposizione  Cariati Unita invoca, ancora una volta, le dimissioni dell’attuale maggioranzadell’Alternativa. Anche il locale Laboratorio Dem del Partito Socialista Europeo, l’associazione politico – culturale del Partito Democratico collegata al senatore Gianni Pittella, il cui referente regionale è Cesare Loizzo, accusa la maggioranza di “rimanere incollata alla poltrona” e suggerisce le dimissioni come unico mezzo per “liberare” la cittadina. Al momento, per decreto prefettizio, l’ente è guidato dal sindaco facente funzioni Francesco Cicciù.