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CARIATI – L’ARCIVESCOVO SULL’INGOMBRANTE IMPALCATURA DEL PALAZZO VESCOVILE: “ABBIAMO RAGGIUNTO UN RISULTATO IMPORTANTE, ORA TUTTO È IN MANO AL MIBAC”

L’INTERVISTA

L’attesa di quattro anni, poi il finanziamento regionale di 800 mila euro per il risanamento della struttura e del campanile

Di Maria Scorpiniti

CARIATI – Dal novembre 2015 il Palazzo Vescovile (XVII sec.),sito nel cuore del centro storico, è “avvolto” da un’ingombrante impalcatura, fatta montare per motivi di sicurezza dalla Diocesi di Rossano – Cariati, proprietaria dell’edificio. Dopo quattro anni e tante proteste di cittadini, la Giunta Regionale calabrese con delibera n.121 del 2 aprile scorso, ha destinato 800 mila euro per ilavori di risanamento del Vescovado e del campanile della cattedrale San Michele Arcangelo. 

Di qualche settimana fa è, invece, la notizia della firma della convenzione tra Regione Calabria e Diocesi, che apre la fase esecutiva del progetto. Ciò ha fatto tirare un sospiro di sollievo alla cittadinanza;

l’impacchettamento dell’antico palazzo ha creato non pochi disagi alla popolazione e agli operatori commerciali del borgo, anche per la questione sanitaria legata all’accumulo dei rifiuti sotto i tendaggi. L’intervista che segue a monsignor Giuseppe Satriano, arcivescovo di Rossano – Cariati, chiarisce molti punti della controversa vicenda.

Finalmente è stata firmata la convenzione per il finanziamento di 800 mila euro. Quando sarà disponibile e come sarà utilizzato?

Questo non posso dirlo perché il finanziamento non è ancora nelladisponibilità della Diocesi. Di fatto, la Diocesi ha firmato, ora la competenza è del Segretariato Regionale del Mibac, che darà i tempi e a scandirà le varie fasi del percorso, credo a partire da settembre. Ma si sa che i tempi della burocrazia sono molto lenti. Anche per la facciata della Cattedrale (danneggiata da alcuni cedimenti n.d.r), i permessi della Soprintendenza di Cosenza sono arrivati con lentezza. Come Diocesi e parrocchia abbiamo reperito le risorse e speriamo a settembre di avviare anche questi lavori.

Infatti, ci sono voluti ben quattro anni da quando è stata montata l’enorme impalcatura al Palazzo Vescovile. 

Noi stiamo insistendo da tempo sia per il palazzo Vescovile che per la concattedrale di Cariati e la cattedrale di Rossano. Purtroppo sono i tempi della benedetta politica che, nonostante le richieste e le pressioni giunte da più parti, registra rallentamenti a noi incomprensibili. Dobbiamo dire, però, che oggi abbiamo un risultato importante, si tratta di pazientare ancora un po’ prima di giungere a vedere il sole su questa vicenda. 

Una vicenda lunga, che a parere di molti ha danneggiato la comunità sotto l’aspetto turistico e culturale. In passato il palazzo è stato anche sede di molti eventi.

Chi è stato più colpito è il sottoscritto. È vero che la città ha avuto dei rallentamenti per vari aspetti, ma immaginate che cosa sarebbe successo se non avessimo messo quell’impalcatura! La struttura, appesantita nel tempo, sarebbe crollata facendo del male alla gente di Cariati. Quell’impalcatura che la Diocesi ha fatto impiantarespendendo 150 mila euro in un botto, è servita a tutelare la vita dei cittadini e a salvaguardare l’incolumità di chi avrebbe avuto accesso alla struttura. Quando bisogna mettere dei paletti perché la gente non si faccia male, ci sono dei prezzi da pagare ed io me ne rammarico per primo. Sarebbe piaciuto anche a me utilizzare quel palazzo. Era un’operazione inevitabile e oggi, grazie a Dio, abbiamo un orizzonte luminoso verso cui guardare.

Un’impalcatura necessaria, quindi, ma ci sono tempi certi per l’inizio dei lavori?

Tempi certi non ne ho, abbiamo però la certezza che i soldi sono stati stanziati e che il Segretariato regionale del Mibac si darà da fare per avviare il tutto. Spero il prima possibile, fatte le dovute gare d’appalto. Si dovrà procedere anche alla progettazione definitiva, perché al momento abbiamo solo il progetto preliminare. 

Come mai l’Episcopio è arrivato a questo stato di degrado strutturale?

Purtroppo devo dire che, nel corso del tempo, è stato oggetto di interventi sbagliati e di una grossa incuria. Se fosse stata fatta la manutenzione ordinaria da chi ne aveva la responsabilità, forse non saremmo arrivati a questo punto.