CARIATI – CLIMA TESO IN CONSIGLIO COMUNALE

Affrontati anche gli argomenti relativi alla situazione finanziaria dell’ente.

Finisce con i fischi delle donne dell’Alternativa rivolti alla minoranza, dopo il rinvio del puntò sull’inchiesta Platone.

(da “Il Quotidiano del Sud” 18 maggio 2019) di Maria Scorpiniti

CARIATI – Clima teso in Consiglio Comunale, convocato giovedì scorso in seconda seduta dopo quella andata deserta il giorno prima. L’ultimo punto, il più atteso, chiesto dalla minoranza Cariati Unita, cioè la discussione sulla difficile situazione politico-amministrativa del Comune di Cariati alla luce dell’operazione Platone, per la seconda volta è stato rinviatodalla maggioranza dell’Alternativa. In quel momento, mentre Alda Montesanto dellaminoranza controbatteva sull’urgenza di affrontare in seno all’assise la discussione sull’inchiesta che ha coinvolto la sindaca Filomena Greco (sospesa e con divieto di dimora dopo la revoca dell’arresto) e il dirigente dell’Ufficio Tecnico, si è assistito alla compatta uscita delle “donne” sostenitrici dell’Alternativa, lanciando fischi all’indirizzo della minoranza. Un atteggiamento che ha molto infastidito i cittadini presenti, i quali hanno protestato contro le forze dell’ordine (il maresciallo Lardizzone e il comandante della polizia municipale Marino) per il mancato intervento e per il degrado in cui è caduto la massima espressione democratica della città che, per l’ennesima volta, si è sottratta a chiarire la suaposizione su “Platone”. 

Il Consiglio era stato aperto dal sindaco f.f. Francesco Cicciù, con una lettera aperta in cui ha chiesto ai cariatesi di non alimentare “inutili e sterili” polemiche sui social sullo stato del paese, per non pubblicizzarlo in negativo a danno del turismo, appellandosi allo spirito di collaborazione e chiedendo di segnalare nelle sedi opportune problemi e disservizi. 

Quindi la discussione, molto animata, del primo punto, e cioè il rendiconto dell’esercizio 2018, approvato poi con i soli voti della maggioranza. Sul documento, molte criticità sono state   sollevate dalla minoranza: “La gestione 2018 si è chiusa in negativo con una differenza di oltre 533 mila euro; ha il parere positivo, ma con riserva, del Revisore dei Conti; è la fotografia delle inadempienze, delle incompiute e della incapacità dell’amministrazione comunale di dare risposte concrete alle esigenze della collettività”. In risposta, è intervenuto il presidente del consiglio Antonio Arcuri con un discorso politico “stile comizio”, come lui stesso ha ammesso. Arcuri ha parlato della difficoltà dell’ente, con personale sottodimensionato, a riscuotere i tributi (Cariati è al di sotto della media regionale), ma anche a pagare gli stipendi ai dipendenti. “Bisogna assolutamente correggere il ricorsoall’anticipazione di cassa – ha affermato – se non si inverte questo trend, negli anni potremmo andare incontro a un nuovo dissesto finanziario”.

Leonardo Trento di Cariati Unita, nel motivare il voto contrario del suo gruppo, c’è andato pesante: è un bilancio “falsato”, mancano gli allegati e le riserve, chieste dal Revisore, “non sono state sciolte”. Per l’Alternativa, invece, Maria Elena Ciccopiedi ha ricordato che nel 2018 ci sono stati sei mesi di commissariamento e l’approvazione del documento finanziario è“un atto di responsabilità”, respingendo al mittente la richiesta di dimissioni che provienecontinuamente dall’opposizione.

Passata, con i soli voti della maggioranza, anche la revoca della delibera del Commissario straordinario del 30 aprile 2018 ad oggetto “Esercizio in forma associata dell’Ufficio ragioneria con il comune di Spezzano Albanese”, mentre l’unità d’intenti si è raggiunta solo sulle iniziative da adottare per scongiurare il rischio chiusura del servizio di Radiologia dell’ex ospedale di Cariati. Un problema, al momento, risolto con l’intervento dell’onorevole Sapia (M5S) che ha ottenuto rassicurazioni dal commissario Cotticelli circa la proroga del contratto dell’unico medico radiologo fino a dicembre 2019. L’assise ha comunque deliberato una richiesta al commissario ad acta e ai vertici dell’Asp per il mantenimento del servizio e l’assunzione a tempo indeterminato di un medico radiologo.