CARIATI CELEBRA IL 4 NOVEMBRE: “LA SCUOLA DIA IMPORTANZA ALLO STUDIO DELLA STORIA”

Cerimonia davanti al monumento in ricordo dei Caduti della Grande Guerra

di Maria Scorpiniti

CARIATI- La cerimonia del 4novembre, nel rendere onore alle Forze Armate, alle Forze dell’Ordine e nel ricordare gli eroi caduti per la Patria, a Cariati è stata occasione diuna profonda riflessione sul valore della pace, della democrazia edella libertà di cui oggi beneficiamo. Nel giorno in cui l’Italia celebra anche la festa dell’Unità Nazionale e, quest’anno, il centenario della fine della Grande Guerra (1918), dopo la messa nella cattedrale San Michele Arcangelo, officiata dal parroco don Angelo Pisani, c’è stato il consueto omaggio al monumento dei Caduti, situato sotto uno dei torrioni che caratterizzano il centro storico, quello dei principi Spinelli. Il monumento in marmo, realizzato nel 1931 dall’artista toscano Manfredo Cuturi, è formato da un obelisco su cui svetta la figura femminile della “Vittoria alata” che sorregge una corona di alloro; in basso è raffigurato un soldato morente che posa lamano sulla grande croce scolpita sul lato dello stesso obelisco.

Prima di procedere con la cerimonia dell’alza bandiera e con la lettura di nomi dei Caduti da parte del maresciallo dei Carabinieri, Nicodemo Leone, sono intervenuti: l’assessore comunale Paola Apa, che ha deposto ai piedi del monumento la corona d’alloro, Antonio Formaro, in rappresentanza dell’associazione Grandi Invalidi di Guerra, e don Angelo Pisani. Formaro, figlio dell’indimenticabile “Zio Micuzzo”, reduce di guerra, ha ricordato come ogni famiglia di Cariati, in quel periodo, sia stata toccata dal lutto di ragazzi che, prematuramente, persero la vita sul fronte e, loro malgrado, sono diventati eroi. Di questi, ha detto, pochissimi riposano nel cimitero cittadino. «Si potrebbe fare una ricerca come scuola – ha aggiunto Formaro – per scoprire dove sono seppelliti i loro resti e far sì che possano ritornare a Cariati», invitando infine i docenti a dare un posto di rilievo all’insegnamento della storia: «I ragazzi devono conoscere le proprie radici per evitare il ripetersi degli errori del passato», ha concluso.

Anche il parroco della Cattedrale ha lanciato una sollecitazione in tal senso, ricordando come, in passato, abbia invitato le scuole ad organizzare una lezione di storia proprio al monumento dei Caduti. Proposta che, ha precisato, non ha avuto seguito. «Abbiamo il dovere di far conoscere ai ragazzi la nostra storia per aiutali a costruire un mondo migliore – ha detto in conclusione don Angelo – propongo quindi la costituzione di un gruppo di persone che vadano nelle scuole a parlare con i giovani, facendo conoscere questi importanti avvenimenti del passato ».